Morire di speranza - Preghiera ecumenica in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa

ASCS Onlus

Morire di speranza – Preghiera ecumenica in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa

Comunicato stampa

 

ACLI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità Giovanni XXIII, Comunità Sant’Egidio, Fondazione Migrantes, Federazione Chiese Evangeliche in Italia

 

Morire di speranza

Preghiera ecumenica in memoria di quanti

perdono la vita nei viaggi verso l’Europa

 

presieduta da

S.E. Mons. Marcello Semeraro

Segretario del Consiglio dei Cardinali

Basilica Santa Maria in Trastevere

Piazza Santa Maria in Trastevere – Roma

Giovedì 21 giugno 2018 • ore 18.00

 

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2018 ACLI, Associazione Centro Astalli, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione da oltre 13 anni, organizzano una veglia ecumenica in memoria delle vittime dei viaggi verso l’Europa a cui partecipano comunità e associazioni di immigrati, rifugiati e organizzazioni di volontariato.

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa oltre 36.000 persone. Nel 2017 sono stati 3.139 i migranti morti nel Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa via mare, con una media di quasi 10 morti al giorno. E il 2018 purtroppo si mostra altrettanto agghiacciante: da gennaio ad oggi risultano morte 802 persone.

Il dato è aggiornato al 19 giugno 2018 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 27 anni. Ma i numeri reali potrebbero essere molto più grandi. Nessuno sa quanti siano i naufragi di cui non abbiamo mai avuto notizia.

Lo sanno soltanto le famiglie dei dispersi, che dal Marocco allo Sri Lanka, si chiedono da anni che fine abbiano fatto i loro figli partiti per l’Europa e mai più tornati. Ai naufragi nel Mediterraneo si vanno ad aggiungere i viaggi che finiscono tragicamente nel Sahara, i rimpatri forzati a cui corrisponde spesso la morte in carceri disumane, e non ultimi, episodi di violenza contro i migranti che si verificano nei paesi di transito e alle frontiere.

La preghiera “Morire di speranza” è promossa per non dimenticare la speranza di tante persone e la sofferenza di chi cerca protezione in Europa; per non rassegnarsi o assuefarsi alle tragedie ma impegnarsi per un mondo più umano e giusto. Desideriamo inoltre chiedere ai governi, ai legislatori e alla comunità europea di porre in essere ogni sforzo per proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti. Aprire vie legali per chi ha diritto di chiedere asilo, attivare programmi adeguati di reinsediamento per i rifugiati e stabilire quote d’ingresso per i lavoratori stranieri sono misure non derogabili per governare il complesso fenomeno delle migrazioni e rendere le nostre società più inclusive e per questo sicure.

 

 

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