Kushukuru - Grazie

Laura Manenti - Volontaria ASCS Onlus

Kushukuru – Grazie

Sono appena atterrata a Nampula, è stato un viaggio davvero lungo, ma non sono per niente stanca.

L’emozione, la gioia e la felicità sono le mie compagne di vita da ormai tanto tempo. Ed eccoci qui, ancora non ci credo.

Mi sento onorata di aver avuto la possibilità di poter contribuire anche se per poco tempo a inserire qualche piccolo tassello di questo grande puzzle.

All’aeroporto c’è Giovanna (l’operatrice ASCS Onlus in loco), salgo sulla macchina e partiamo per andare a casa. Si perché, anche se sono in Mozambico da neanche un’ora, mi sento già A CASA.

La mattina seguente mi sveglio alle 5.30, tra me e me penso a come sarà la mia giornata, sono felice e impaurita allo stesso tempo: ho paura di essere inopportuna e non all’altezza.

Sono le 6.45, si parte per Maratane, il campo profughi. Qui convivono moltissime persone provenienti da diversi paesi, scappano dalla guerra e dalla povertà più assoluta, eppure hanno un sorriso che ti riempie il cuore di gioia.

Ci sono tanti bambini, corrono giocano, ti salutano come se ti conoscessero da sempre. Sono solo al primo giorno e penso già a quanto ho da imparare.

Arriviamo al Centro Nutrizionale dove Giovanna svolge un grandissimo lavoro: dà supporto ai piccoli e alle loro mamme in tutto e per tutto. Molte di queste donne sono vittime di violenze ma grazie a lei, che si dedica giorno per giorno a tutto questo, riescono ad andare avanti.

Davanti al suo ufficio vedo un bimbo, piccolo e dolce; è seduto per terra e gioca con un fiorellino giallo. Mi chiedo cosa ci faccia lì tutto solo, Giovanna lo saluta “Ciao Glessio”, lui subito si alza e la abbraccia.

La sua mamma sta dando una mano in cucina, mi avvicino e mi siedo vicino a lui, mi sorride e mi abbraccia. Poco dopo arrivano altri bambini e ci mettiamo tutti insieme a disegnare.

È arrivata l’ora della colazione, prendo Glessio per mano e andiamo insieme a prendere il suo piatto.

È felice e mi sorride, mi siedo con lui e la sua mamma (Mamadino) e rimango con loro. Ho paura di essere un po’ invadente ma tra me e me penso che sia normale, è il primo giorno.

I giorni passano e io proseguo le mie attività con i bimbi dando anche una mano in cucina con la preparazione delle colazioni e dei pranzi. La cuoca, Mama Françoise è davvero in gamba, mi piace lavorare con lei.

Con il trascorrere dei giorni il legame tra me e Glessio, questo bellissimo nanetto di 3 anni, diventa sempre più forte. La mattina mi cerca subito appena arriva e quando è ora di andare a casa mi saluta con un fortissimo abbraccio.

È proprio vero che quando fai qualcosa di bello il tempo vola, e così tra un aiuto in cucina e un gioco con quei fantastici bimbi nemmeno mi accorgo che è già mercoledì 22 novembre e il mio volo di ritorno in Italia è fissato per il 26 novembre.

Nei due giorni precedenti Glessio e Mamadino non erano venuti al campo, ho paura di non rivederli più e di non poterli salutare.

È il 23 novembre, arrivo a Maratane, si apre il portone ed ecco che una piccola vita mi viene incontro. È proprio Glessio che mi abbraccia e mi dice “Bom dia Mana Laura”. Chiedo alla sua mamma dove fossero stati i giorni passati, lei inizia a raccontare che è stata in città, ha comprato le assi ed il bamboo perché sta costruendo la sua casa nuova. Sono stupita dalla sua grande forza e glielo dico, lei mi risponde con un sorriso e mi dice che è stata anche al mercato: ha comprato la farina e i pomodori e li ha tagliati fini fini. La giornata prosegue purtroppo troppo veloce ed arriva l’ora di andare, sono gli ultimi minuti che posso passare con Glessio e la mamma. Li saluto con un forte abbraccio e gli dico che rimarranno per sempre nel mio cuore.

Ed alla fine il 26 di novembre prendo un aereo e torno in Italia.

Vorrei ringraziare ASCS Onlus per avermi permesso di realizzare e vivere tutto questo, Giovanna che mi ha insegnato tanto e mi ha reso partecipe di tutto il suo lavoro standomi sempre vicina ed ascoltandomi nei momenti di bisogno, capendo sempre ogni mia emozione. Ritengo Giovanna una grande grandissima donna che non smetterò mai di stimare.

E per finire vorrei ringraziare l’Africa che mi ha insegnato a saper vivere, a sorridere, ad essere forte, a credere ed essere sempre fedele a me stessa.

Nei miei due mesi di missione ho visto case che cadevano a pezzi, persone vivere sul ciglio di una strada, bambini morire perché troppo deboli per sopravvivere a una vita così dura, ma soprattutto ho visto la cosa più importante: LA VITA E LA SPERANZA IN UN SORRISO.

 

 

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