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Scalabriniani: “2010-2020: dieci anni in Haiti e per Haiti”

ASCS

Casa Scalabrini 634: 5 anni insieme

Comunicato stampa, 13 febbraio 2020

 

Il 20 giugno ricorre il quinto compleanno della struttura scalabriniana con sede in Via Casilina. Lunedì 22 giugno alle 11,30 si realizzerà, perciò, un momento celebrativo attraverso un collegamento corale e virtuale con molti di coloro che hanno reso possibile questa realtà.

 

Era il 20 giugno 2015 quando il primo ospite varcava la soglia di Casa Scalabrini 634. “Quel giorno diveniva realtà la risposta concreta e puntuale della Regione Europa-Africa di noi Missionari Scalabriniani all’appello all’accoglienza che papa Francesco aveva rivolto anche a noi durante l’estate del 2013”, ricorda Fratel Gioacchino Campese, direttore generale di Casa Scalabrini 634. “Quella che era stata la casa di formazione dei religiosi studenti scalabriniani si è trasformata in una casa radicata nel territorio dove la cultura dell’incontro diventa realtà, diventa carne, generando relazioni umane tra le persone che siano rifugiati, migranti o italiani. Così si costruisce gradualmente, e con i talenti di tutti, la comunità, seguendo l’itinerario dei quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare, aggiunge Fr. Campese. 


Per questo il prossimo 22 giugno alle 11,30 è previsto il collegamento in diretta Facebook (www.facebook.com/casascalabrini634) con CasaScalabrini634 che lancerà la “palla” a P. Fabio Baggio (Sezione Migranti e Rifugiati del DSSUI), P. Camillo Ripamonti (Centro Astalli) e Andrea Zampetti (UPS). A loro si uniranno alcune testimonianze di operatori e ospiti della Casa.

Altro punto chiave della buona riuscita di Casa Scalabrini 634 è stato il giovane team che da 5 anni porta avanti con passione e dedizione l’idea iniziale. “Siamo un gruppo eterogeneo, ma proprio per questo funzioniamo bene”, afferma Emanuele Selleri, direttore esecutivo del programma. “Nel quartiere siamo dei vicini di casa aperti e trasparenti, offrendo a chiunque bussasse alla porta molteplici occasioni di venire e vedere la quotidianità che viviamo dentro le nostre mura. Oggi possiamo dire di essere una parte attiva del quartiere, riconosciuti e stimati per il segno, magari piccolo, che diamo assieme ai nostri ragazzi. Fin dall’inizio siamo stati sorretti dal network solido creato prima di aprire fisicamente le porte della struttura. Abbiamo da subito condiviso l’originalità del programma, perché quello che stavamo iniziando ci sembrava, e ne siamo ancora convinti, la giusta sintesi per colmare la “zona grigia” del sistema di accoglienza in Italia. Da noi nessuno è straniero, o meglio ciascuno di noi è un po’ straniero per qualcun altro e per questo motivo qualsiasi evento o iniziativa si svolga in casa è sempre aperto a tutti”.  

Nei primi cinque anni Casa Scalabrini 634 ha accolto 160 persone, tra le quali, qualche famiglia con minori, per un tempo variabile dai 6 mesi ad un anno, tempo congruo per consentire alla persona di recuperare la propria autonomia e “riprendere le forze” ed i mezzi necessari per affrontare una nuova vita in Italia. A parte un’occupazione, iniziale o stabile che sia, le giornate di chi vive in Casa Scalabrini 634 sono riempite anche dalla attiva collaborazione nella gestione della casa, come pure dalla presenza di tanti volontari che, con la loro disponibilità, offrono occasioni di formazione o di relazione personale. Tutto questo rende sempre più autentico il senso di “casa” che la struttura porta nel nome. A questi numeri, nel primo quinquennio, si aggiungono le 11.500 persone che hanno partecipato ad eventi di sensibilizzazione e 1.500 per la formazione specifica.  
 
Roma, 17 giugno 2020
 
Ufficio Stampa – Missionari Scalabriniani
+39.3280948221